Conosce Berlusconi e Grillo….ma della cittadinanza italiana nemmeno l’ombra!!!

Pubblicato: 31 luglio 2013 in I miei articoli
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Dopo i fatti della scorsa settimana che hanno visto come protagonista Addai Richie, il cittadino di origini ghanesi al quale era stata negata la cittadinanza italiana perché per sua (s)fortuna non conosceva alcune figure “illustri” di questo Paese, girando su internet ho notato che molti politici e utenti vari hanno commentato l’episodio con frasi del tipo “la cittadinanza va guadagnata e non regalata”, “devono conoscere il nostro paese se vogliono vivere qui” ecc. Sinceramente non so come questi individui abbiano conquistato e guadagnato la cittadinanza italiana, forse è semplicemente come dice il buon Caparezza in uno dei suoi testi: “tu sei nato qui perché qui ti ha partorito un f**a”…

Ecco perché ho deciso di contattare telefonicamente ed intervistare una persona speciale, la signora H.A che da diversi anni ormai attende di ricevere la cittadinanza italiana.

Salve signora H.A, da quanto tempo risiede in Italia?

Salve, sono giunta in Italia con la mia famiglia nel 1998… son passati ormai 15 anni vero?

Beh, 15 anni non sono poi così pochi, ha avuto il piacere di conoscere anche la Lira italiana 🙂 . Ha visto quello che è accaduto a Pordenone in questi giorni, il caso di Addai Richie al quale è stata negata la cittadinanza??

Sì, ho letto e sinceramente sono rimasta scioccata, cioè non basta rispettare le leggi, lavorare e pagare le tasse, inoltre bisogna conoscere anche chi è Casini , perché sennò non sei un buon cittadino.

Lei ha la cittadinanza italiana?

Purtroppo ancora no, per il momento continuo ad avere la Carta di Soggiorno.

Perchè dice purtroppo, ma soprattutto come mai dopo 15 anni non ancora ha la cittadinanza ?

Dico purtroppo perché è trascorso ormai tanto tempo da quando ho compilato i moduli ed ho fatto la richiesta per la cittadinanza italiana, ad oggi ancora non ho avuto nessuna risposta.

Quali sono i tempi d’attesa per avere la cittadinanza italiana?

Beh non saprei dare una risposta precisa a questa domanda, teoricamente la legge prevede 730 giorni di attesa dalla data di presentazione della domanda. Una volta trascorso questo periodo, il Ministero dell’Interno dovrebbe inviare il decreto di concessione alla Prefettura che successivamente la dovrebbe consegnare al Comune per poi raggiungere in fine il cittadino.

E lei quanto tempo fa ha presentato la sua richiesta?

Il primo Febbraio del 2010, facendo due calcoli dovrebbero essere già passati più di 1.270 giorni, ovvero 3 anni e mezzo circa.

Come si spiega lei questa lunga attesa?

Sinceramente non riesco a darmi una risposta, nella maggior parte dei casi la cittadinanza non arriva mai prima dei due anni (730 giorni), anzi ci sono stati casi dove l’attesa si è prolungata per addirittura 6 anni.

Molti politici e utenti su internet sostengono che i cittadini extracomunitari devono guadagnarsela la cittadinanza, devono integrarsi, lavorare e sapere la lingua, gli usi e i costumi del paese che li ospita. E’ sicura di essere integrata abbastanza da avere diritto alla cittadinanza italiana?

E’ da 14 anni ormai che lavoro con un contratto a tempo indeterminato presso la solita azienda, vivo nella stessa casa da altrettanto tempo, in questi anni ho comprato una casa e mi sono laureata a 50 anni suonati all’Università di Firenze, penso di conoscere abbastanza bene l’Italia e di essere abbastanza integrata nella vita sociale… eppure della cittadinanza non si vede neanche l’ombra.

Lei è sicura di conoscere i personaggi illustri italiani, tipo Casini, Di Pietro, Grillo, Berlusconi? 

Purtroppo li conosco, ma mi sa che non funziona lo stesso (ride).

Grazie mamma, ci vediamo stasera.

Ciao Arber, mi raccomando non fare tardi per cena.

                                                                                                                                                                                                         Arber Agalliu

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commenti
  1. Federica ha detto:

    Non vale la tua mamma è una gran donna che ha dimenticato di dire che oltre lavorare e studiare ha tirato su due splendidi ragazzi. Tutta la vostra famiglia è ormai più italiana che mai, ma la nostra burocrazia è un elefante immobile. Una vera vergogna perchè. Ci rimettono sempre e solo le persone oneste.

  2. riccardo ha detto:

    Ho appena letto un articolo su Parigi, e le sue periferie, ormai fuori controllo, dove, anche ieri sera, sono state assaltate delle sedi della Gendarmerie. Assaltate da francesi, di origine araba, ma da cittadini francesi a tutti gli effetti. Cittadini francesi, che lo sono solo nei documenti, in realtà alcuni non parlano neppure il francese. Prima solo di discuere di diritto di cittadinanza agli stranieri, informiamoci su quello che succede e stà succedendo nei paesi dove è cresciuto in modo esponenziale la presenza degli stranieri, e facciamo una valutazione su quello che potrebbe succedere da qui a 30 anni.

    • Arbër Agalliu ha detto:

      Facciamo attenzione quando parliamo…visto che tutto quello che scriviamo viene letto da numerosi utenti online, soprattutto cerchiamo di informarci e riflettere.
      Il caso francese è più di quello che sembra, deve essere visto come un movimento, molto simile al movimento sessantottino italiano, che combatte il sistema e accende i riflettori su alcune problematiche esistenti da anni e anni in Francia, sono campanelli d’allarme che servono a farci capire dove la nostra società fa acqua.

      E’ la ribellione di chi è stato portato dal sistema a non sentirsi figlio di quel paese, a sentirsi diverso in un ambiente dove il tasso di disoccupazione raggiunge livelli massimi, dove la disuguaglianza delle opportunità date e soprattutto la discriminazione razziale subita fanno da innesco per questo odio sprigionato. Se poi ci mettiamo anche la pressione esercitata dalle forze dell’ordine e le offese arrivate dai politici in passato….beh allora veramente questi giovani son costretti a prendere in mano i sassi per difendersi in casa lor, in un paese che non li conosce come propri figli legittimi!!

      • riccardo ha detto:

        Mi consenta di repplicare alla sua gentile e franca risposta con altrettanta franchezza. Noi occidentali, a almeno la nostra cultura, è talmente impregnata di buone intenzioni, di ideali, che non accettiamo che qualcuno la pensi in modo differente. C’ è inconcepibile, solo immaginare che quello che noi giudichiamo il BENE, altri lo giudichino MALE, e viceversa. Anche chi si macchia di gravissimi reati per noi, a almeno per la maggioranza, sono solo dei malati da curare, o dei disadattati che fanno quello che fanno solo perchè costetti da una società ingiusta nei loro confronti. Anche lei, aimè, la pensa così, giutificando la violenza. Causata da una bieca società che discrimina la razza e la religione. Come se non fossimo tutti della stessa razza, la razza umana. Abbiamo il coraggio per favore, di dirci la verità in faccia, senza buonismi o giri di parole. Molti immigrati, portano con se valori e religioni inconciliabili con i nostri valori e la nostra democrazia. Inconciliabili, nel senso che su certi argomenti, non ci può essere tolleranza o una via di mezzo. O è bianco o è nero. Il grigio non è contemplato. Un esempio eclatante, di questa inconciliabilità, è quello che è successo ultimamente a Dubai ad un turista norvegese, che struprata, dopo avere denunciato il fatto, è stata condannata a 18 mesi di carcere per avere fatto sesso extramatrimoniale. E’ la loro legge. Noi in italia invece, emettiamo due decreti di espulsione verso un immigrato irregolare, (due decreti, ridicolo), pericoloso socialmente, senza darvi seguito e poi, quando questo individuo ammazza una ragazza, è successo a Castagneto Carducci, qualcuno dice che le forze di polizia sono razziste. Mi creda, ho girato abbastanza il mondo per assicurarle che molte cose che noi tolleriamo in Italia, non sono nemmeno immaginabili in altri paesi. Fatta questa riflessione, torno a chiedermi dubbioso:” è giusto dare la cittadinanza italiana a chi di italiano non ha niente, e non come cultura o religione o colore della pelle, quegli sono dettagli, ma come principi di democrazia e di rispetto delle leggi italiane? Fossimo in USA dove chi non rispetta le leggi lo sbattono in galera, direi SI, ma siccome siamo in Italia, preferirei di NO.

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