Niente paura, il razzismo c’è anche sul web….

Pubblicato: 9 febbraio 2013 in I miei articoli

albanesi webNiente è cambiato, trovi razzismo dappertutto, lo trovi sull’autobus, al supermercato, per strada, negli uffici pubblici, in poche parole ovunque metti piede, anzi, ultimamente sta dilagando sul web e sui social network.
Ma non c’è niente da meravigliarsi se i primi a commettere questo tipo di reato sono i politici o i partiti da essi fondati.
Dico reato perché il razzismo non è un’opinione, anzi è punito dalla legge, nell’Articolo n.3 della Costituzione Italiana si legge: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Nonostante ciò, proprio in questi giorni sono accaduti fatti gravissimi che hanno testimoniato per l’ennesima volta la presenza del razzismo in Italia. Il primo ad essere stato colpito da queste azioni è stato il candidato alla Camera  per il PD Khalid Chaouki, giovane ragazzo cresciuto nella multietnica Emilia-Romagna con l’unica “colpa” di essere nato a Casablanca in Marocco. La sua pagina Facebook, tramite la quale racconta le esperienze del tour elettorale che lo vede coinvolto per le elezioni del 2013, è stata presa d’assalto da individui che hanno postato frasi offensive nei suoi confronti e nei confronti delle comunità straniere presenti in Italia. Non si è trattato del solito commento contro le opinioni e gli schieramenti politici, ma si è trattato di un vero e proprio attacco xenofobo.
Alcune delle frasi pubblicate sul famoso social network facevano chiaro riferimento alla sua provenienza e alla sua religione.
“Siete invasori da mandare via a calci in culo”.
“L’Islam è come il virus dell’Aids”.

Un fatto analogo è accaduto a fine Gennaio 2013, quando gran parte del mondo del web si è scagliata contro le comunità albanesi presenti sul territorio nazionale in seguito al drammatico incidente automobilistico  costato la vita ad una giovane abruzzese. L’utilitaria sulla quale viaggiava la giovane vittima è stata travolta dall’auto di alcuni rapinatori di origine albanese, i quali venivano inseguiti dalle volanti delle forze dell’ordine.
La nazionalità di quest’ultimi, ha dato il via ad uno sfogo d’odio razziale inaudito. Centinaia di frasi razziste sono comparse nei  vari social network, generalizzando e prendendo di mira la comunità albanese senza distinzione tra delinquenti e persone per bene.
Anche in questo caso, nei messaggi pubblicati sul web, è stato utilizzato un linguaggio forte, pieno di offese, addirittura facendo riferimento, in alcuni casi, all’apertura delle camere a gas.
“A morte gli immigrati, stiano al loro paese”.
“Io sono razzista….a sta gente servono le camere a gas”. 

Mi domando se queste persone, che commentano senza pesare le parole e si identificano con nome e cognome nei social network, beh, sono a conoscenza del fatto che potrebbero essere querelate per dei reati che sono perseguibili dalla legge?!?

E che dire invece del partito “La Destra”,??
Qualche giorno fa, questo pseudo partito, in vista delle elezioni 2013, ha tappezzato la città di Savona con manifesti che in maniera chiara e tonda istigano all’odio razziale. Con lo slogan “CLANDESTINI, LADRI E BARBONI FUORI DAI COGLIONI. SAVONA AI SAVONESI”, il partito “La Destra” ha cominciato la sua campagna elettorale, senza la minima preoccupazione di poter essere fermata dagli organi di Stato.

Eppure la Legge n.654 del 1975 prevede la condanna fino a quattro anni di reclusione per chi istiga o commette atti di violenza o provocazione di violenza per motivi razziali, religiosi o nazionali.

Per di più esistono norme che condannano con la reclusione fino a dodici anni e con multe fino a €10.330.00 chiunque promuova, organizzi, diriga associazioni, movimenti o gruppi che perseguono finalità antidemocratiche  proprie del partito fascista.

Purtroppo in questo paese, si tende a fare una forte distinzione tra “NOI” e “LORO”, si fa “di tutta l’erba un fascio” e si creano dei muri che impediscono l’integrazione, la stessa integrazione della quale non si dovrebbe più parlare dopo trent’anni di immigrazione presente nel territorio nazionale.

Arber Agalliu

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commenti
  1. Migena ha detto:

    Arber prima di tutto sono ignoranti e hanno paura dalla multi cultura…

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