CRISI???SPREAD??…..What’s???

Pubblicato: 24 gennaio 2012 in Uncategorized

In questi ultimi anni i media ci stanno letteralmente bombardando con argomenti che riguardano l’ambito economico-politico integrando quest’ultimo con paroloni e termini spesso e volentieri di origine stranieri…

Quanti di noi si sono ritrovati a seguire il telegiornale e scossi dal fatto che non capivano niente hanno pensato di aver sbagliato emittente televisiva, scambiando il notiziario StudioAperto Italia1 per l’edizione delle news della BBC, magari dopo aver seguito (quasi totalmente in inglese visto che i termini difficilmente sono tradotti in italiano) l’andamento della Borsa e dei vari indici mondiali quali: Dow Jones, Nasdaq, Nikkei 225, MIBTEL, All Stars o dopo aver udito i vari termini tipo: Bond, Swaps, Rating, Bot, Default, Btp, Credit Crunch, Bund?? Ma soprattutto un termine in particolar modo rimbomba nella testa degli italiani, il famigerato SPREAD!!!

Ma che cos’è lo Spread e perchè siamo arrivati fino a questo punto??!

A dire il vero la prima volta che ho sentito nominare “Spread” pensavo si parlasse della Nazionale Statunitense di calcio e che “Spread” fosse il suo centravanti, pensandoci bene non suonerebbe nemmeno male nella lista dei convocati dopo Onyewo, Dempsey e Altidore, e invece mi ero sbagliato e di molto anche.

Parlando in parole povere, bisognerebbe tornare indietro nel tempo fino agli anni ’70-’80 quando le entrate nelle casse dello Stato sono state alla gran lunga inferiori rispetto alle uscite.

A questo punto vengono emessi dei “Titoli di Stato” —> che sono dei titoli di debito emessi da società o enti pubblici che vengono acquistati, l’acquisto in questo caso è una specie di prestito in denaro dato ad un governo o ad una società la quale alla scadenza del tempo prefissato si impegna a rimborsare il denaro più l’interesse maturato nel tempo.

Ogni volta che i debiti scadono lo Stato per poterli pagare è costretto o ad aumentare le proprie entrate (in questo caso aumentando le tasse), o a diminuire le proprie uscite (aumentando i tagli in vari ambiti), o emettendo nuovo debito per risanare quello vecchio.

Il governo italiano per tanto tempo ha scelto la via più semplice, ovvero la terza opzione quella del debito su debito. Con la grave crisi del 2008 il Prodotto Interno Lordo(PIL) dell’Italia è diminuito e visto che il debito è aumentato, i titoli italiani vengono considerati ad alto rischio.

Lo Stato per stimolare gli investitori a rischiare è costretto ad aumentare gli interessi.

In questo momento entra di mezzo il famoso SPREAD, altro non è che la differenza tra il rendimento dei Titoli di Stato di un paese e quelli di un paese a basso rischio di fallimento (in questo caso tra i BTP italiani e i Bund tedeschi, visto che l’economia della Germania è quella più stabile ora come ora in Europa)

Esempiose la Germania emette dei titoli di stato decennali con l’interesse al 5%, gli investitori sono sicuri del loro guadagno vista la situazione economica.

In Italia vista la situazione economica più critica lo Stato deve aumentare gli interessi se vuole vendere i suoi titoli di stato ai potenziali acquirenti, in questo caso supponiamo che gli interessi salgono al 10%.

Lo spread è 10% – 5% = 5 punti percentuali ovvero 500 punti base.

Quindi lo Spread oltre ad essere un indicatore economico è anche un indicatore di fiducia che l’Europa e gli investitori hanno verso l’economia di un Paese, più alto è lo spread e più indica scarsa fiducia che significa rischio default/bancarotta dello Stato, che non riesce ad assolvere i propri debiti.

Pochi giorni fa la trasmissione LeIene ha mandato in onda un servizio fatto dalla iena Sabrina Nobile, la quale chiedeva ai nostri cari politici di aggiornare i cittadini sull’andamento della nostra economia e di spiegare i vari termini specifici usati all’interno delle due Camere e delle varie trasmissioni televisive. Il risultato di questa indagine è stato disastroso, quasi tutti i politici non hanno saputo rispondere alle domande a loro poste, la solita figur adi merda della casta politica di questo paese. Ma se non sanno rispondere coloro che sono in prima linea a combattere contro questa crisi come possiamo pretendere di uscirne al più presto possibile???

Arber Agalliu

16/11/2011

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commenti
  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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